Elmanco – blog

Junho 22, 2007

Spaccanoci cool

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Il buon design può trovarsi un po’ dappertutto: ad esempio questo bello spaccanoci l’ho scoperto tra uno dei link del google adsense qua a fianco, che vi invito quindi qualche volta a cliccare ; )
Il sito Nice2have lo mette in vendita a 29 euri, senza fornire informazioni sul designer ed il produttore; dallo stile mi ricorda i prodotti Eva Solo, ma non sembra che si tratti di loro.
Ad ogni modo l’idea mi piace: è sufficiente colpire senza troppa forza il coperchio in silicone per spaccare la noce schiacciandola tra due piani d’acciaio, evitando che i frammenti si spargano sulla tavola.

Youngdesigner.it

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Young designer è un blog italiano nato nell’aprile 2007 per mano degli stessi autori di Coscablog ed, in parte, di Designerblog. Come pui immaginare dal titolo, il blog parla dei giovani designer italiani: sei hai meno di 35 anni, e un progetto di design, ma anche di moda o di grafica, che ti piacerebbe vedere pubblicato prova ad inviare il tuo materiale a questo indirizzo.
Young designer mira a creare una mappatura del design italiano, che sempre più spesso utilizza la rete per far conoscere i propri progetti; a questo proposito, è interessante l’indicizzazione per regioni e province. La qualità dei prodotti presentati non sempre è elevata, ma si tratta dell’invitabile prezzo da pagare per un progetto così specifico.

Concorso Colorsdesigner

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Colorsdesigner è un concorso internazionale aperto a giovani creativi, designers e architetti chiamati a sviluppare nuovi retail concept, applicabili a grandi gruppi internazionali di abbigliamento.
Promosso da POLI.design, Consorzio del Politecnico di Milano, è una sfida al design per trovare nuove soluzioni creative ed ecosostenibili, che sappiano esprimere la qualità dell’ambiente, del prodotto e del servizio. Spazi futuribili, pensati non solo per l’esposizione e la vendita del prodotto ma anche per la comunicazione, l’interazione con il cliente, l’aggregazione. Dove la tecnologia possa umanizzare l’approccio all’acquisto, vissuto come un’esperienza sociale e un modo per dedicare del tempo a se stessi attraverso qualcosa che piace e gratifica.
”.
Il sito di presentazione è invitante, e la composizione della giuria davvero importante (Andrea Branzi, Makio Hasuike, Philippe Daverio, Stefano Boeri, Michele De Lucchi), tuttavia alcune cose non mi convincono. Nella prima fase del concorso (chiusura 15 novembre 2007) è richiesta la presentazione del concept di un negozio di abbigliamento di 500 mt quadri, ma tutto è davvero estremamente vago… una sorta di “tema libero” che non offre ispirazioni-tracce o vincoli di nessun genere da seguire. Un concept per un punto vendita di articoli di abbigliamento: fatelo bastare.
E poi il “Colors” del titolo per cosa sta?
Può darsi che mi sia sfuggito qualcosa, ma nel sito non c’è nessun riferimento al trattamento cromatico. Comunque sia, per il vincitore ci sono in palio 20000 euri (dopo aver svolto però anche la progettazione esecutiva) ed un bel po’ di celebrità.

Zip di Herme Ciscar e Monica Garcia

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Non so se qualcuno ci avesse pensato prima, però l’idea degli spagnoli Herme Ciscar e Monica Garcia di sagomare le ante dei mobili a forma di cerniera è spassosa. L’estrema pulizia formale di questi mobili fa giustamente risaltare la singolare apertura, anche se personalmente avrei utilizzato un materiale diverso dal legno naturale. Zip è prodotto da Requem.

(P)lay di Davide e Simone Montanaro

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I fratelli Davide e Simone Montanaro hanno progettato per Alt Lucialternative (P)lay, una sorta di lampada yo-yo, formata da due volumi simmetrici in policarbonato trasparenti.
Questa lampada da terra dispone di un cavo di alimentazione lungo 8 metri che può essere facilmente avvolto nell’incavo, consentendo di spostare la luce con grande libertà.

Minisac Invicta relaunched

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Invicta ha deciso di rilanciare uno dei suoi prodotti-simbolo degli ultimi 20-30 anni: il Minisac, che ovviamente da bambino possedevo anche io.
L’operazione è stata ben congeniata, ed ha coinvolto 16 designer più o meno noti, chiamati a reinterpretare le famose strisce del Minisac con dei nuovi accessori adatti ad un utente urbano in cerca di un oggetto economico, funzionale e non banale.
Presentare tutti sedici i progetti su questa pagina era dura, e per questo articolo ho deciso di sceglierne solamente la metà, ma nel sito Minisac.info (bello da navigare) puoi conoscere tutte le proposte ed avere maggiori informazioni sui punto vendita.
Consiglio di vedere il seguito dell’articolo e visitare il sito, ne vale la pena!
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Dirk Winkel

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Condivido l’entusiasmo di Jean Aw per il portfolio del designer tedesco, fresco di laurea, Dirk Winkel. I progetti presentati nel suo sito sono eleganti, intelligenti e funzionali, insomma 100% buon design! Lo Stacking hommage prevede la replica in economica plastica delle celeberrime Barcellona Chair di Mies van der Rohe, della Eames Lounge Chair e di altri classici del design moderno. E’ difficile immaginare una sedie da giardino con più buon gusto di queste…
Interessante pure il Nu Blaster, una versione aggiornata all’era degli Mp3 dei Ghetto blaster anni ’80 (quegli enormi stereo da portare in giro per il quartiere a spalla); la sua particolare forma rende comodo il trasporto degli amplificatori, da collegare ad un iPod.
(Via: NotCot)

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Forma Fantasma

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Simone Farresin e Andrea Trimarchi sono due “progettisti” che ho scoperto con questa pagina di Myspace. Ho inserito il termine progettisti tra le virgolette perché il duo mi sembra in bilico tra l’arte ed il design, e chi mi conosce sa che non sempre apprezzo quelli che cercano di stare a metà del guado, nonostante negli ultimi anni questa sia la tendenza che va per la maggiore. Credo che tra arte e design ci sia un’importante differenza e per inclinazione ed esperienza cerco sempre di tenermi dalla parte del design (perché mai un designer deve “evolversi” fino al punto da diventare un artista?).
Tuttavia la ricerca stilistica portata coerentemente avanti da questi ragazzi con Forma Fantasma è seducente, e credo abbia possa avere delle potenzialità commerciali non limitate all’ambito artistico. La stoffa c’è, in bocca al lupo.

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Snap cups

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L’utilità di queste snap cups mi sfugge, però l’idea di montare e smontare delle tazze in ceramica grazie alle classiche clip usate per l’abbigliamento è strampalata ma intrigante.
Invalt design si è sbizzarrito, studiando le diverse applicazioni possibili: manici e calici diventano accessori removibili che possono modificare la funzione della semplice tazza.
(Via: Trendsnow)

 

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Alfabeto ‘acido’ post Salone 2007 di Luca Maserati

 

Luca Maserati mi ha inviato alcuni giorni fa un suo articolo sull’ultimo Salone del Mobile di Milano, compilato alla maniera di un alfabeto. Luca esprime dei giudizi piuttosto critici anche su aziende e designer molto noti che non sempre condivido, o che spesso non conosco, ma ho imprevedibilmente scelto di dare spazio al suo lavoro.
L’ho fatto per dare una sana sferzata agli articoli generalmente entusiastici che appaiono in questo blog e per vedere la reazione del pubblico a una cosa del genere.
Sebbene non conoscessi Luca Maserati prima di ricevere la sua mail, è evidente che si tratti di un buon conoscitore della materia, e non parli certo a vanvera. Per commenti o rimostranze non prendertela con me, ma scrivi a: aaltoebasso@yahoo.com.
Per leggere l’alfabeto completo clicca “read more” in fondo all’articolo.

A: Avverati.
Mostra doverosa. L’autocelebrazione di Marva Griffin molto meno necessaria (più della metà dei pezzi in mostra non è mai entrato in produzione!).
Qualcuno vuole tranquillizzare Beppe Finessi: abbiamo capito che è ‘innamorato’ di L. Damiani … professionalmente s’intende!
Voto: 6 meno

B: B&B Italia.
Sinceramante ci aspettavamo qualcosina in più che un po’ di pelliccietta sulla poltrona di Citterio!
Voto: 2

C: Cappellini.
Allestimento nella ex-Upim di Piazza S. Babila … non molto diverso da quello dell’Upim.
Nuovi prodotti: Nendo & C. non hanno partorito esattamente dei capolavori.
Voto: 4

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La Walking Family di Alessandro Loschiavo

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All’ultimo Salone del Mobile di Milano è stata presentata l’affascinante serie di tavoli Walking Family, disegnata da Alessandro Loschiavo per Maòli.
Gli arredi hanno una chiara ispirazione esotica/zoomorfa, trasmessa da un segno semplice ma inusuale, che non si può scordare facilmente. Le quattro gambe ad S, tra loro identiche, sono fissate ai quattro spigoli del piano a coppie in senso opposto così da ricordare un movimento simile a quello di un quadrupede che cammina.

La maniglia di Enrico Azzimonti

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Geniale questa maniglia che l’architetto Enrico Azzimonti ha disegnato per i produttori di porte Garofoli.
La forma a Y agevola l’apertura con entrambi le mani ma, soprattutto, quando entrambi le mani sono occupate. E’ da apprezzare come con questo progetto si rinnovi l’immagine di un oggetto che nel corso dei secoli ha subito davvero poche modifiche, e la maniglia possa diventare un’icona che non passa inosservata.
(Via: Lo spremiagrumi)

Granslam

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Granslam è il nome di questa lampada da parete in alluminio spazzolato, progettata da Paul Amelot per l’italiana Delta Light. La forma a cilindro troncato, che ricorda vagamente le antiche torce, può sparare la luce verso l’alto o verso il basso.
Secondo l’effetto che si vuole ottenere, Granslam può essere usata sia singolarmente che affiancata ad altri elementi, ma è in quest’ultima forma che, secondo me, diviene un oggetto di grande effetto.

Nelle scuole olandesi

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Nelle scuole olandesi elementari olandesi può capitare di trovare meravigliose installazioni, come questa progettata dalla studio Kapteinroodnat. Nel cortile della scuola di De Paradijsvogel è stato montato un lunghissimo tubo di colore fluorescente che, avvolgendosi su se stesso nelle maniere più disparate, asseconda il gioco all’aperto dei bambini.
L’idea è ispirata al film “Mon Oncle” di Jacques Tati; trovi altre immagini in questa pagina.
(Via: Pan Dan)

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Perché le bolle di sapone hanno questa forma?

bolle-di-sapone.jpg Lo spunto per questa riflessione nasce da un vecchio articolo di Minimarketing. Vi siete mai chiesti perché gli innocenti contenitori dei liquidi usati dai bambini per soffiare le bolle da sapone hanno questa forma cilindrica?
Perché con un baricentro così alto è più probabile che un bambino impacciato rovesci il recipiente, costringendo i genitori a comprarne uno nuovo. Pure i divertenti giochi con la biglia, incorporati nel tappo, hanno lo stesso scopo “secondario”: far agitare il barattolo per allentare l’avvitamento del sistema di chiusura. E le bolle volano via…

Bye Bye Fly | Giulio Iacchetti

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Il sito di Giulio Iacchetti è stato aggiornato; ora in homepage compaiono le immagini dei sei nuovi progetti presentati all’ultimo Salone del Mobile di Milano.
Credo che la gran parte dei lettori di questo blog conosca già il lavoro di Iacchetti, di cui ho parlato in più di un’occasione, ma se così non fosse precipitatevi nel suo sito, perché troverete oggetti disegnati con grande intelligenza ed umiltà, che spesso meritano un’analisi più profonda di quanto a prima vista possono richiedere.
Dei sei progetti in apertura, uno in particolare scommetto che potrebbe iniziare a fare il giro della blogosfera: parlo di Bye Bye Fly, un eccentrico ammazza mosche costruito con la pianta della città di Milano. L’estate sta arrivando…

Bionvega relaunched

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Una bella notizia per gli amanti del buon design: Brionvega, un marchio che ha fatto la storia design italiano, sta per rinascere, e lo farà in grande stile. Un’anteprima del concept su cui si sta lavorando per la nuova produzione è stato presentato alla Triennale di Milano durante la recente design week. Purtroppo sono riuscito a visitare il padiglione solo per pochissimo tempo, ma mi è bastato per ricevere un’ottima impressione, confermata dopo avere visto quali sono i progettisti della nuova Brionvega. Le forme del concept, chiaramente retrò, hanno una fortissima identità e possono davvero costituire qualcosa di nuovo nell’attuale panorama del home entertainment: attendo con fiducia la messa in commercio!
Il product design è opera dello studio v12design (da vedere il sito), mentre la comunicazione visiva è curata da Jesse Downer.

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